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Tecniche di studio - Lezione n. 2Sommario:NOI E LA NOSTRA MENTEÈ utile, ai fini del nostra programma, definire la posizione che la nostra mente occupa in relazione al nostro io. Probabilmente non ti sei mai chiesto in quale rapporto il tuo io si pone con la tua mente. Questo tipo di congetture viene solitamente lasciato ai filosofi o agli psicologi; noi però non possiamo farne a meno perché una conoscenza più approfondita ci permetterà di affrontare i successivi argomenti con molta più proprietà. Definiamo pertanto la nostra mente come uno strumento che il nostro io ha a sua disposizione e che dovrebbe essere in grado di usare nel modo e nel tempo che esso ritiene più opportuno. La mente sembra fatta di materia che ama molto il movimento; essa è sempre pronta a mettersi in movimento e basta un nonnulla per innescarla in qualche ordine di pensiero o di immaginazione. Alcuni degli stimoli in grado di causare il funzionamento della mente sono:
In generale, salvo i pochi che hanno frequentato scuole per il controllo mentale (raja yoga, etc.), noi non possiamo affermare di avere un buon controllo della nostra mente. È pur vero che noi siamo in grado di fare i ragionamenti che desideriamo e quando lo riteniamo opportuno. Resta il fatto che non appena il nostro livello di attenzione scende sotto un certo valore la nostra mente inizia a lavorare per conto suo rimuginando errori del passato, previsioni del futuro, congetture sul comportamento degli altri, sogni, vendette e così via. Risulta evidente che per uno studio efficace bisognerebbe poter subordinare la nostra mente al nostro io nel maggior modo possibile: la sensibilità verso ogni influenza, interna od esterna, dovrebbe essere ridotta affinché le funzioni di analisi, sintesi, associazione, memorizzazione possano svolgersi nelle condizioni ottimali. La mente è uno strumento e come tale bisogna affrontare un certo addestramento per poterne avere e mentenerne il controllo. Questo problema si è posto all'uomo fin dai tempi più antichi; si pensi al poema indù "Bhagavad Gità" che risale a qualche millennio fa e che è la descrizione simbolica della lotta e degli strumenti che l'uomo deve adoperare nei confronti della sua mente. Il problema del controllo mentale è oggi attuale più che mai perché gli stimoli esterni sono aumentati in modo enorme e questo porta la mente non controllata ad essere innescata sempre più frequentemente con i conseguenti spiacevoli risultati quali collassi ed esaurimenti nervosi. Qualcuno ha paragonato l'uomo ad una carrozza dove la carrozza rappresenta il corpo, il cavalli le emozioni, il vetturino la mente ed il viaggiatore l'io. Da tale raffigurazione appare evidente come il controllo della mente sia non solo auspicabile ma necessario anche al di fuori di un discorso specifico come lo studio. È infatti facilmente prevedibile quale percorso potrà fare una carrozza il cui vetturino non ha ascendente sui cavalli e, ancor peggio, non è subordinato agli ordini del viaggiatore. DOMANDE DI VERIFICA1) Noi non siamo la nostra mente.
2) La mente è uno strumento e come tale siamo in grado di usarlo
in proporzione a quanto ci siamo esercitati ad utilizzarlo nel modo corretto.
3) La mente ama molto il movimento e se la lasciamo fare non si ferma mai.
4) Quali di questi percorsi è quello che le informazioni del mondo esterno percorrono prima di raggiungere il nostro Io?
5) Se paragoniamo l'uomo ad una carrozza a cavalli quali di queste affermazioni è corretta?:
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